martedì 31 agosto 2010

Non sopprimete i traghetti!


Come di prassi, ci siamo svegliati alle 4 del mattino. Tra un sonnecchiare, una visitina in bagno e un frenetico zapping attraverso pubblicità e notiziari sportivi per sapere che tempo faceva, siamo arrivati alle 6.30 quando il ristorante dell'albergo (che segnaleremo all'agenzia di viaggio perchè lo escluda dalla lista dei suoi albergi) apriva pr servire la colazione, che si potevano anche risparmiare (si è capito che non ci è piaciuta?). Siamo usciti alle 6.50 pronti per raggiungere l'higway 1 che ci avrebbe portato, dopo quasi 500 km, a Kamloops ai piedi delle montagne rocciose. Dopo una coda degna del passante di Mestre, abbiamo capito che l'autostrada era chiusa e, prima che uscissimo all'unico svincolo possibile siamo stati pure fermati da un poliziotto che voleva sapere perchè la nostra auto era targata Alberta e dove avevamo passato il confine (ma chi eravamo non era importante...), ma perchè stava chiusa l'autostrada non si era capito. Abbiamo impostato il Tomtom su una strada alternativa e ci ha portato in un bellissimo posticino dove abbiamo finalmente fatto una vera colazione americana e ci sembrava di essere sul set di Happy Days. Davanti al locale stava parcheggiata la macchina di Elvis Presley, dentro c'erano i jukebox piccolini ad ogni singolo tavolino e le pareti erano tappezzate di poster di Marylin, Elvis e James Dean ma il tutto era sovrastato da una statua a dimensione naturale di Elvis col microfono in mano. Il paese, vecchio luogo di ritrovo dei cercatori d'oro sul fiume Fraser, era davvero carino, con un'unica strada con tutti i negozi ben allineati e le casette basse, tutto restaurato come fosse la fine dell'800, compresa la stazione. E qui succede il dramma. Secondo il Tomtom alla fine della strada c'era un traghetto che ci avrebbe fatto attraversare il Fraser: arrivati all'imbarcadero abbiamo trovato tutto chiuso e incatenato e solo un vecchio pescatore che ci ha spiegato "We have no more ferry. now we have a new bridge", ma noi sembrava molto triste della cosa. Non era dato però di sapere dove fosse questo "new bridge": chi ci diceva di girare da una parte, chi ci indicava di percorrere un'altra strada, senza che ci fosse nessuna freccia o nessun cartello; dopo 2 ore di girovagari inutili e una mezza litigata fra di noi, usando parte della spiegazione della benzinaia (che però ci diceva di imboccare la 96 fino a trovare la 201, ma come caspita facevamo se non stavano scritti inumeri da nessuna parte?) e una preziosissima dritta di un trio di anziani che uscivano da un golf club (se mi dici "vai a sinistra e poi gira a destra al semaforo dove all'angolo vedi un negozio di computer" allora si che capisco...) siamo finalmente riusciti a trovare il ponte (mastodontico, ma assolutamente stonato per il tipo di luogo, a dimostrazione che il vecchio pescatore non aveva tutti i torti).Trovata la strada, eravamo però in ritardo sulla tabella di marcia e non siamo potuti andare ad Hell's gate, il luogo dove si faceva la ricerca dell'oro, così ci siamo accontentati di fermarci ad Hope, dove ci siamo riposati un po' e abbiamo fotografato il Fraser e alcune staue di legno scolpite dagli indiani.  Infine, attraverso una comoda e panoramica autostrada, senza però che vedessimo, lungo i quasi 200 km percorsi, una sola stazione di servizio, siamo arrivati a Kamloops. Quella autostrada, la numero 5, segnalava ogni tanto un punto (torrente, punto di osservazione, viadotto...) attribuendogli un nome di personaggio di Shakespeare: avevamo così Othello creek, Portia bridge, Shylock bridge, Desdemona point...

Nessun commento:

Posta un commento